Dior Homme

Luca Antonio Dondi
24 giugno 2017

70 anni di Christian Dior, 10 anni di Kris Van Assche: due ricorrenze così speciali non potevano che rivelarsi propiziatorie per la nascita della collezione primavera-estate 2018 di Dior Homme.

Dopo un decennio alla guida della sezione maschile della Maison parigina, l’omaggio di Van Assche si rivolge proprio all’atelier: l’indirizzo 3, Rue de Marignan Paris campeggia, infatti, su nastri in gros grain annodati al collo, su coccarde spillate sul bavero dei blazer, su etichette cucite al termine delle maniche, stampato su t-shirt e tank top. Un richiamo al passato che tuttavia non ostacola il pensiero fresco e alternativo del designer, ma al contrario lo sprona nel creare una collezione incredibilmente dinamica, pensata e realizzata per i giovani d’oggi.

Per vestire le nuove generazioni, Kris Van Assche parte dal più iconico dei capi che hanno fatto la storia di Dior Homme: l’abito nero. Ma anche qui, non si tratta del più classico dei classici. Il blazer è stravolto (prima senza maniche, poi aperto sulla schiena, poi ancora solo la parte finale) così come i pantaloni (fluidi, skinny, shorts). Il total black – già spezzato nei completi da sneakers e t-shirt bianche – accoglie man mano accennti burgundy, rossi e beige tramite bomber, varsity jacket, polo e pullover che rimandano allo stile collegiale americano.

È uno spaccato di vita adolescenziale quello che ci regala Van Assche con questa collezione: dal formalismo reso alternativo per apparire ribelli, allo sportswear diventato cool tra i campus universitari, non si può mai rinnegare del tutto – per quanto lo spirito di emancipazione ci provi – la propria famiglia (l’atelier), né la propria casa (Parigi).