Dior Homme

Luca Antonio Dondi
25 giugno 2016

Per l’uomo Dior, da gentleman a bad boy il passo è breve: Kris Van Assche, designer belga a capo della linea Homme, porta su una passerella dominata da montagne russe con spotlight colorate una collezione primavera-estate punk, ribelle e sovversiva rispetto ai canoni a cui la Maison ci ha abituati.

Il completo tailored, icona dell’uomo Dior, si fa portavoce di uno stile nuovo che affianca la classicità e la tradizione a elementi sporty e accenni gotici: bande laterali, fori metallici, gessati sfilacciati e corde da scalata lasciate a penzoloni sono gli ingredienti che compaiono su blazer – spesso smanicati – e pantaloni tagliati sopra la caviglia. Scordatevi, poi, anche le camicie bianche e le cravatte in seta e fate largo a bluse dai maxi quadretti, camicie monocromatiche sui toni del nero e del rosso, top a rete o color nudo accostati a collane metalliche. Bomber e parka in tessuto tecnico, infine, sostituiscono i cappotti formali, mentre il trench si fa urban e moderno.

L’uomo di Van Assche si lascia alle spalle capi bon ton e linee ingentilite per far fronte a una nuova era fatta di contrasti e contraddizioni in cui il completo destrutturato si abbina agli anfibi e spunti bondage entrano a pieno titolo nel daywear. Una vera rivoluzione in casa Dior che punta tutto sul futuro tralasciando, almeno per ora, il suo passato glorioso.

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