Dior

Luca Antonio Dondi
2 ottobre 2015

Nel piazzale di fronte al Musée du Louvre, in una magica caverna coperta da una nube di fiori turchesi, Raf Simons ha intrattenuto i propri ospiti – tra i quali la bad girl Rihanna – deliziandoli con la sua collezione primavera-estate 2016 firmata Christian Dior. Abbandonati la stampa camouflage e gli stivali di vernice sopra al ginocchio dello scorso inverno, la Maison riprende l’allure romantica e sofisticata che l’ha sempre contraddistinta, concedendosi, però, ancora qualche dettaglio aggressive. Delicate e sottilissime mises formate da crop top dal taglio sagomato, shorts e minigonne quasi trasparenti che, talvolta, si allungano nella parte posteriore caratterizzano la passerella, abbinate a blazer tradizionali oppure versioni allungate, parka bianchi decorati da applicazioni floreali, pullover corti – ma sempre più oversize – che riprendono la sagomatura ondulata dei top. Non manca il classico completo giacca-pantalone, mentre i soprabiti si tingono di maxi stripes in cui è forte il contrasto di colori. Compaiono, inoltre, leggeri strati d’organza che si accumulano elegantemente fino a diventare abiti dalle sfumature pastello di una raffinatezza ineguagliabile. Ma se la palette dei capi si fa sobria, prendono vita gli accessori con borse a spalla metallizzate, giallo ocra o rosso fuoco e bauletti di un frizzante Blu Klein, foulard attorcigliati al collo e stretti attraverso chocker preziosi, scarpe a punta caratterizzate da un gioco di fibbie e incroci sulla caviglia. Un’altra vittoria per Raf Simons, un’altra pagina importante che si aggiunge al libro di storia della Maison Dior.

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