Dries Van Noten

Laura Gioia
19 gennaio 2017

Algido ma con un’allure quasi adolescenziale. Così l’uomo di Dries Van Noten sfila nei sotterranei parigini della Porte de Versailles e rivela, per l’autunno-inverno 2017/2018, un amore spassionato per tutto ciò che è underground. Meglio ancora se oversize e ricco di contrasti.

Il messaggio è recepito forte e chiaro: il panno diventa all’ordine del giorno, un tessuto che smette di essere rigoroso e diventa oggi l’assoluta norma. Lo stilista di Anversa è capace di equilibrare il portamento nordico di chi lo veste con abbinamenti variegati, andando a giocare sui colori contrapposti, sui volumi importanti, sulle spalle che diventano larghissime e in certi casi cadenti – con un richiamo evidentissimo alla sua attività negli anni Novanta. Ma quello che sembra veramente appartenere a un’altra generazione è il cappotto: largo al bavero e lungo fino alle caviglie, il doppiopetto di Van Noten potrebbe benissimo essere stato ereditato da un nonno o da uno zio, con la differenza che adesso viene indossato, senza troppi complimenti, da un ragazzo in anfibi e blue jeans.

Lama ricamati su maglioni extra large strizzano l’occhio al Perù e alla sua secolare tradizione laniera. Di colore chiaro, vengono attraversati da trecce e motivi di vario genere, più o meno scuri a seconda del tono di base, con una spiccata predilezione per i contrasti cromatici.

Ma l’uomo di Dries Van Noten ha in serbo delle sorprese ed ecco che sul più bello spuntano ricami lampeggianti e tinte arancioni. Fiori, stampe ed etichette decorate si arrampicano sulle felpe, sui vestiti di tweed e di cashmere, andando letteralmente a sdrammatizzare il rigore severo dell’uomo-ragazzo creato da Van Noten.