Emporio Armani

Marisa Gorza
24 giugno 2013

La nostalgia non è certo l’ossessione di Giorgio Armani, visto che per la dinamica linea Emporio -votata all’universo maschile della futura bella stagione- fa una ricerca sulle grafie, sugli indefinibili pixel, sugli elementi puntiformi che compongono le contemporanee immagini digitali.
Tant’è che giochi geometrici, ottenuti con un sistema ad alta definizione, si ritrovano riprodotti su completi e spezzati in fresco di lana, come pure su scarpe e borsoni, spesso appena, appena in rilievo. Mentre la pelle dei blouson sportivi presenta piccoli fori laserati che ricordano avveniristici digital code.
Va da se’ che la linea degli abiti si svuota, alleggerita, quasi smaterializzata. Spariscono le fodere ed anche i bottoni, sostituiti da press-button e zip. Le famose giacche appaiono più asciutte e ben definite, come pure il pantalone diritto, mosso soltanto da un paio di pinces al bacino, giusto per dare comodità.
Immancabile il colore blu accanto agli eterni grigi armaniani, anche se i piccoli chiodi in nappa, doppiata in microfibra, presentano inserti in tinte squillanti: verde smeraldo, arancio, viola.
La calda estate peò si rivela con infinite sfumature di bianco, dall’ottico al ghiaccio fino al mastice, fino ai toni sabbia caraibica di disinvolte camicie e niki in jersey, come piacevano ad E. Hemingway. Ma non avevamo detto niente nostalgici sentimentalismi? Beh, un po’ di romanticismo non guasta! Difatti il finale della passerella è animato da giovani coppie. Lei in intriganti abitini da sera e lui in smoking. Tutto rigorosamente nel binomio di prammatica, cioè bianco e nero.

Marisa Gorza