Erika Cavallini

Luca Antonio Dondi
27 settembre 2015

La collezione primavera-estate 2016 di Erika Cavallini è basata su dettagli materici forti e tagli geometrici efficaci che rivelano, nel complesso, uno spirito libero di una donna “on the road”. I capi ricordano elementi naturali e ne riproducono lo stato di degradazione dovuto all’esposizione ambientale: ai pantaloni e alle giacche in denim si accostano dettagli che ripropongono l’effetto della ruggine, gli abiti tunica nascono dalla juta grezza, le maxi stampe floreali e gli orli vivi dei pullover rivelano l’animo gipsy della collezione. Al mondo naturale si riferiscono anche i coats in pitone, i sandali flat in cuoio, i dettagli di pelliccia e i monili primitivi in ceramica Raku. Si susseguono, poi, leggeri pantaloni, bluse rigate e vestaglie di seta – riferimenti chiari all’universo intimo dei pigiami -, seguiti da completi tailored, abiti e gonne in pizzo macramè. Una collezione energica in cui la materia si fa viva e si tramuta in abito senza perdere la pura sensazione tattile che più le appartiene.

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