Ermenegildo Zegna

Martina D'Amelio
16 gennaio 2016

Stefano Pilati porta sulla passerella di Ermenegildo Zegna per l’autunno-inverno 2016/2017 un omaggio agli anni Quaranta, reinterpretati alla luce di una nuova sensibilità.

L’atmosfera è da film noir. Algidi gentleman sfilano in completi doppiopetto gessati, cappelli a tesa larga e cappotti dal taglio dritto. L’esplorazione della scala dei grigi e dei blu regala tocchi inaspettati di cammello e vinaccia. A fare la differenza sono i tessuti, studiatissimi e di qualità haute-couture, ricamati tridimensionalmente a mano in Italia sulla maglieria o decorati a motivo jacquard: e infatti ogni modello sul catwalk è marchiato – sul polso, sul cappello, sulla borsa da viaggio, sulla cravatta o con una spilla – da un numero, come nella più tradizionale delle presentazioni da atelier.

Eppure l’uomo di Ermenegildo Zegna veste i decori con allure per niente barocca, ma bensì moderna: lo dimostrano la ricca proposta outerwear, nella quale si avvicendano con naturalezza cappe patchwork e dettagli in piumino, il prezioso knitwear annodato in vita come se fosse una felpa e sovente munito di zip, le cravatte extra-slim in maglia, le stringate decorate con piccole borchie.

Stefano Pilati, dal canto suo, dimostra ancora una volta che si può essere chic senza cadere nel banale, proponendo l’austerity del passato tradotta nel linguaggio presente.

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