Ermenegildo Zegna

Martina D'Amelio
16 giugno 2017

Ermenegildo Zegna inaugura Milano Moda Uomo con uno spettacolare fashion show all’Università Statale: una sintesi tra Oriente e Occidente, firmata dal direttore creativo Alessandro Sartori.

Il chiostro del Bramante ha accolto per una sera tutto il fascino del Marocco: nel futuristico cortile ricoperto di ciottoli color tangerine e pedane di specchi ha sfilato al ritmo dei tamburi una collezione per la primavera-estate 2018 pensata per un moderno e sognante globe-trotter. Uno di quelli che ama visitare città lontane con penna e taccuino alla mano, pronto a fissare sul foglio tutto ciò che colpisce la sua fervida immaginazione – un po’ come lo stesso designer, che proprio qui, negli angoli nascosti della Statale, amava rilassarsi tra una lezione e l’altra all’Istituto Marangoni.

Questo giardino segreto e surreale è la cornice perfetta per una linea d’impronta Couture che decostruisce i codici di casa Ermenegildo Zegna rendendoli incredibilmente attuali, eterei, ariosi: le camicie e le giacche di alta sartoria sono sostituite in passerella da capi relaxed ma di altissima fattura. Blazer ultraleggeri a un bottone si abbinano a pantaloni con le pinces dai volumi morbidi e t-shirt di seta caratterizzate dal logo 3x; i blouson di camoscio si indossano con sandali sporty e sneakers dalle stringhe a contrasto a mo’ di ricami handmade (si chiamano Tiziano e sono già disponibili all’acquisto); i completi asciutti si stringono alle caviglie e diventano impalpabili grazie a lini super soft.

Il colore aranciato della vicuña, il cui vello è tra i più utilizzati dal lanificio Zegna, contagia dalla location ai capi, con sfumature di terra bruciata, pastelli rosa/azzurro tye-dye, coralli e una vasta gamma di grigi. Le nuances tipiche dei paesaggi orientali diventano il punto di partenza di eleganti stampe e lavorazioni bamboo, che si indossano con le magliette traforate a rete, i trench in tessuto tecnico e i working glasses in plastica trasparente. Un mix inedito che conquista gli addetti ai lavori e garantisce il plauso al suo fautore, che in un solo anno alla direzione creativa è riuscito a rilanciare un marchio con oltre 100 anni di storia dritto nelle vette del ready-to-wear.