Etro

Jennifer Courson Guerra
24 febbraio 2017

Una nuova tribù invade Milano. No, non sono gli effetti delle tanto chiacchierate palme in Duomo: parliamo della Etro Paisley Tribe, portata in scena sulle passerelle meneghine dal brand di Veronica Etro. Il disegno che ha reso grande la Maison diventa la bandiera di una donna multiculturale, globetrotter, nomade.

I quattro angoli del globo si mescolano in un divertente patchwork da giramondo che assorbe come una spugna usi e costumi delle civiltà con cui viene a contatto. Così, ogni outfit è il risultato di una stratificazione, non solo di tessuti, ma anche di idee e ispirazioni.

I capispalla – dai bomber ai cappotti, passando per il montone e il maxi parka – sono un vero e proprio fashion statement, meglio se grandi e avvolgenti e rigorosamente patchwork. La puffer jacket diventa un capo feticcio, dove pelliccia, shearling, seta e suede formano un mix & march unico. Protetti dall’outwear-corazza, fanno capolino abiti morbidi e scivolati, perfetti per un festival estivo, dal sapore bohèmienne. E ancora, coordinati in stile judo, pantaloni trapuntati, kimono, bralette.

Veronica Etro si diverte a nascondere, nel caos multicolore della collezione, i dettagli più raffinati: così i tessuti jacquard sono impreziositi da fili dorati, gli abiti si animano di perline e sonagli di metallo, motivi mandala si intravedono qua e là tra le stampe.

La globetrotter della Maison punta tutto sulla funzionalità: ai piedi indossa caldi stivali alla eschimese, ovviamente foderati in pelo, mentre alla spalla porta tracolle pratiche e ampie. Alle tradizionali sfumature dell’inverno, si unisce una vasta selezione di colori vivaci, per portare la giusta energia alla Etro Paisley Tribe.