Fausto Puglisi

Alberto Corrado
19 febbraio 2014

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Il prossimo inverno di Fausto Puglisi, che per sua stessa ammissione si lascia ispirare da Diana Vreeland e dalla sua ossessione per i balletti russi. Si incontrano e si scontrano le cromie acuminate ma pallide, rosa tenui, turchesi pale, rossi fucsiati, in spettri frazionati all’infinito come il lavoro cubista di Sonia Delaunay. Poi ripreso e ripetuto senza fine nelle applicazioni gold, nei frammenti di diamanti, nei triangoli puntuti di cady. In una summa estrema di estetica vibrante e iperdecori opulenti. Dove tutto è giocato sullo shape, tagliente e monumentale, ma sempre mosso da un dinamismo tipico di quella rivoluzionale forma d’arte e di vita inventata da Sergej Diaghilev. «Adoro la tecnologia, adoro fruire la moda o lasciarmi ispirare dai social e da tutti i mezzi considerati moderni. Ma non si deve mai sottovalutare il potere e la forza di guardare indietro, alla storia di quello che è stato per immaginare quello che sarà» ha spiegato il designer di origini siciliane «Questo è stato il mio approccio gioioso ed estroso attraverso il quale ho pensato a Diana Vreeland e all’America, ho pensato a Diaghilev, ma anche a Gianni Versace come mio maestro assoluto da non rinnegare mai».

Alberto Corrado

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