Frankie Morello

Marisa Gorza
19 febbraio 2014

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Sulla passerella di Frankie Morello arriva una tenera, sensuale adolescente. L’aria imbronciata non toglie nulla, anzi, accresce quel suo fascino acerbo. Forse è alla ricerca di equilibrio questa creatura inquieta?
Forte è il richiamo all’atmosfera del film sul perbenismo di facciata di Sofia Coppola “The Virgin Suicides”. Quindi non è casuale che i capi, mix di tessuti e colori contrastanti, diventino lo specchio dell’anelito ad una rassicurante armonia. Tant’è che le mise dalle linee scivolate e dall’apparenza castigata sono fatte di strati fluttuanti e trasparenti, posti sopra un’anima di materia più corposa e strutturata.
Vestitini corti e leggeri hanno un taglio a negligé o a sottoveste e, sempre per restare nell’ambito della lingerie “ingenua” e disarmante, culottes birichine sbirciano dagli spacchi appena appena nascosti tra le pieghe di sottane e abiti nello stile divisa da college. Anche l’immancabile camicia bianca è un capo duttile che si reinventa in continuazione, da mettere sopra, oppure sotto, a piacere.
Nel mood di un trepido cammino, le stampe, che combinano il rosa nuvola e il celeste cielo con il nero inferno, sembrano copiare gli schizzi a china di un diario davvero segreto. Ci sono occhi stupiti, volti stilizzati, bocche, fiori e perfino il numero 22, tanto caro alla Maison, che assume le sembianze di due cigni innamorati. Come tale appare anche stampigliato sulla clutch a libro. Poi un delizioso cappottino matelassé grigio azzurro, ricamato con cristalli Swarovski, oltre a riscaldarla, finalmente strappa alla nostra fanciulla un timido sorriso…

Marisa Gorza

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