Frankie Morello

staff
16 gennaio 2011


È un messaggio chiaro quello di Maurizio Modica e Pierfrancesco Gigliotti, che trasformando la sfilata in un vero e proprio spettacolo, a una performance chiamata “Mind Door Monoliths”, ambientano l’uomo Frankie Morello nel giorno dopo l’apocalisse, un punto di non ritorno, ispirandosi alle visioni fantapocalittiche della cinematografia, e dando una propria interpretazione al post 2012.
Danzatori, performer e modelli s’integrano nel comunicare attraverso due tipologie di movimento, quello codificato della classicità, interiore e simbolico, e quello dei performer e dei loro monoliti di legno, più istintivo e finalizzato a costruire una metaforica porta sul futuro.
Le coperte militari sono l’architettura da cui nascono gli abiti, riadattati diventano giubbotti di salvataggio, come capi sartoriali pensati per la sopravvivenza.
Il momento storico in cui ci troviamo è drammatico, il fashion system sembra pagare le conseguenze di una superficialità che negli anni passati ha contraddistinto le esigenze del mercato.
La conseguenza più grave è che a fare spese di questa incertezza, anche e soprattutto politica, è l’arte, sempre più bistrattata.
Non a caso, in una t-shirt, la Divina Commedia finisce simbolicamente dentro un panino, come a significare che la cultura va valorizzata, non fagocitata.
La nostra interiorità, rappresentata dalla nudità dei performer, è la soluzione piena di ottimismo alla crisi: ognuno di noi deve ripartire da se stesso.

Leonora Cassata