Gabriele Colangelo

Alberto Corrado
22 febbraio 2014

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Che il mondo della moda attinga allo sconfinato repertorio dell’arte contemporanea è assunto ben consolidato; ma è sempre incoraggiante assistere a certe dichiarazioni d’intenti, quando a parlarne, sono gli abiti, quelle creature nuove generate da commistioni e crossover mediatici così vicini al nostro linguaggio contemporaneo.
Il principio ispiratore della nuova collezione di Gabriele Colangelo è nelle lacche e negli acquerelli di Joaquim Bandau, esprimendo il principio della stratificazione: vernici, fortemente diluite in diversi strati, applicate su ruvida carta.
Una sensibilità post-minimalista che recupera il ’quadrato nero’ di Kazimir Malevic. Il formarsi di livelli, che si creano come alternanza tra luce ed ombra, diventa motivo elaborato del passaggio dal bianco al nero, attraverso toni più o meno intensi di grigio.
Da qui si sviluppa una serie di tessuti la cui densità sembra evaporare man mano che scendono lungo il corpo, concepiti per apparire come un gioco di sovrapposizioni ma che in realtà sono un unico velo.
Jacquard di seta, ad alta risoluzione, riproducendo fotograficamente pennellate geometriche, disegnano bordi esterni irregolari di top e gonna. Fil coupé in mussola leggera crea sagome rigorose di lana, che progressivamente si svuotano per il sottrarsi di fili, creando effetti di leggero-pesante, che lasciano intravedere il corpo. Plissé cubico di chiffon cangiante sovrastampato, forma pannelli di abiti leggeri, indossati su maglie impalpabili a doppia finezza, con collo altissimo.
Ricami di canutiglie e microcristalli illuminano superfici incise a motivi lineari, rendendo preziosi coat, di linea a matita, e felpe over con collo imbottito. Le pellicce, in materiali Saga Furs, dalle tonalità naturali, hanno lavorazioni che mescolano artigianalità e tecnologia: dalla volpe blu frost a microfessure verticali, che allungano ed alleggeriscono le superfici, al visone black cross filettato e poi tagliato a triangoli, disposti a loro volta a dar forma a quadrati più scuri; dal castorino spitz, luminosissimo, riassemblato con pelo a vortice, al visone iris intarsiato.
Gli accessori sono gli stivali in duplice altezza, percorsi da zip metalliche, e in vitello opaco, che si alternano alla variante monocroma del bianco/grigio. Il colore esplode nei toni lime, soft pink, blush ed antracite, in nappa leggerissima impalpabile, negli zainetti e nelle borse zippate.
L’effetto è ancora una volta magnetico, visionario, ma sempre candidamente a favore di una bellezza portabile.

Alberto Corrado

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