Gabriele Colangelo

staff
25 febbraio 2011


Ispirato all’arte di Alberto Burri il giovane stilista ricerca l’equivalenza interattiva di meteria, colore e forma.
La ricerca tessile è alla base della collezione.
“Toccare il tessuto con l’occhio”.
I tessuti in rilievo riproducono le spaccature dei cretti burriani.
La lana si combina con la pelliccia e il brillante nylon, che risplende riflettendo la luce in contrasto con l’opacità del tessuto, ci sono poi anche piume, crêpe de chine, tweed.
I materiali si accostano e si mischiano, si lacerano e si scompongono per creare nuove e originali combinazioni: l’agugliatura fonde insieme i i fili del feltro secco e piatto con quelli del broccato a rilievo o quelli flottanti di frange lurex.
I talgi e la silhouette sono lineari, ormai propri dello stilista si potrebbe dire, a tratti maschili, per giacche, cappotti e pantaloni.
Tutto si esprime nelle tonalità della terra, dal grigio bluastro delle pietre laviche al rosso magma, al verde malachite, alla terracotta, al pelo del cammello, alla sabbia.
La presenza della palliccia è costante, leggera, di astrakan, lavorata a laser.
Se non nei cappotti/pellicce, la troviamo sulla parte posteriore dei capispalla o degli abiti.
Puliti e accurati accessori curati da specialisti: Cesare Paciotti per le scarpe, pure ed essenziali, Borbonese, su disegno di Colangelo, per le borse in pelliccia e tessuto.
Molto curiosi i guanti che sono costituiti da 4 lunghi “ditali” uniti ad un braccialetto.

 

Un’ altro designer che ha preso spunto da Burri e dalle sue opere per la collezione per il prossimo A/I è Roberto Musso: http://www.luukmagazine.com/2011/02/27/roberto-musso-2/

 

Anastasia B. Calmotti