Gareth Pugh

Alberto Corrado
19 settembre 2015

Nella moda di oggi è difficile, quasi impossibile, sperimentare. La sperimentazione è quasi abolita dall’abito, è spesso solo e soltanto in argomento da addetti ai lavori ed è persino tacciata di presunzione, di provocazione, di eccesso.
Forse per questo, le sfilate di Gareth Pugh restano un punto fermo all’interno del panorama londinese. Il designer inglese è come un’isola a parte, dove la gravità delle vendite e anche la normalità imperante non possono scalfire il suo percorso di creare degli abiti unici.
La nuova collezione è un’altra iperbole dell’immaginazione, un tributo al quartiere di Soho con estro futurista, scandito dalle note di Merry Clayton in “Gimme Shelter”.
Si tratta di un piccolo esercito di modelle caramellate, avvolte in bozzoli bianchi, rossi e neri, pronte per tagliare di netto la testa a tutto quello che si pensa di sapere in fatto di abiti. È una piccola rivoluzione per provare a scrivere una carta dei diritti dell’abito in un altro modo.
Le creazioni di Pugh vanno, infatti, guardate sotto questa luce: uno spunto, una riflessione sull’invasione di tutti i territori possibili della creatività fatta abito.
La cultura dell’attualità descriverebbe questa figura di donna una replicante. Invece, la donna di Pugh non vive in un altro mondo, vive in questo. I suoi abiti in realtà recuperano all’attualità le forme degli abiti usati durante tutte le rivoluzioni sociali. Pugh racconta l’abito con la forma di una geometria che si fa piana o solida secondo il bisogno, corretta dalla cucitura e dalla forma. Le donne che immagina Pugh non sono cyber né drag queen, il ragazzo dimostra di avere riferimenti e referenze meno scontate. Le sue sono le derivazioni del passato, arrivate in un mondo nuovo, dove il senso grafico sostituisce l’opulenza della decorazione. Come fate del moderno, queste donne si trasformano in guerriere della nuova moda che lottano perché nasca la moda del XXI secolo che ancora non c’è. Sparito McQueen, Gareth Pugh è uno dei pochi candidato a farla nascere.

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