Giorgio Armani

Luca Antonio Dondi
22 settembre 2017

Quando l’arte incontra Giorgio Armani il risultato non può che essere una collezione geniale, frizzante, sofisticata, istintiva. È successo per la primavera-estate 2018, in cui la linearità dello stilista e la creatività di pittori del secolo scorso hanno portato ad una collezione ricca di vitalità.

I completi androgini simbolo dello stile armaniano c’erano e ci saranno sempre, ma ad essi, questa volta, si affiancano lavorazioni sofisticate, stratificazioni di layer e colori brillanti che ammortizzano il rigore delle mise più maschili. I blazer laserati mostrano sullo sfondo una texture floreale, altri si riempiono di fiori in jacquard, altri ancora si colorano di figure alla Joanne Miró. Gli spolverini assumono consistenze impalpabili, le pieghe delle gonne rivelano tonalità brillanti, i pantaloni rimangono fluidi, gli abiti lasciano spazio a balze, lavorazioni in tulle e corpetti tempestati di paillettes e perline che ricordano gli schizzi di una tela di Pollock.

Maxi cappelli, cuffie con pom-pom e beanie neri con veletta sanno dare carattere alla donna di Armani, insieme alle francesine con inserti in PVC e ai sandali intrecciati. L’eleganza non perde di personalità e si dimostra sempre la carta vincente per donne forti, di potere e sicure di sé. Un paio di esempi? La Principessa Charlène di Monaco e Cate Blanchett, entrambe sedute in prima fila ad applaudire un nuovo successo di Re Giorgio.