Giorgio Armani

staff
21 giugno 2011


Leggerezza dei materiali e dei colori tenui, nonché dell’atteggiamento sciolto e degagé, ma assolutamente mai sciatto. L’uomo di Giorgio Armani dispone solo di certezze per la naturale eleganza dei futuri giorni del sole.
La giacca è la sua magnifica ossessione? Eccola “dissodata”, svuotata da ogni superflua costruzione, sfoderata e soffice come un cardigan, lieve come una carezza o come una fresca camicia, anche quando è un doppiopetto a quattro o più bottoni. Concessioni alla morbidezza ad alta seduzione del maglioncino primaverile dagli esiti lucidi, che delinea i pettorali senza troppa enfasi.
La sensazione di franchigia del corpo è accentuata dal pantalone totalmente ridisegnato: multi pinces intorno al bacino, chiusura in diagonale, cavallo leggermente basso e stretto verso il fondo “pizzicato” a volte da un bordo abbottonato. L’ effetto è vagamente magrebino, per quel piacevole tocco esotico dalla perfetta cittadinanza internazionale.
Languidi tocchi di classe alla Curzio Malaparte (icona di riferimento della stagione)? La sbuffante pochette nel taschino del blazer, i cappelli accuratamente pettinati all’indietro, le espadrillas di velluto o di prezioso cocco ai piedi…
E sono soprattutto gli accostamenti di micro e macro stilemi geometrici, chevron stilizzati, finestrati sfumati, quadretti dinamici… fusi insieme da nuance grigie e azzurrate, più un tocco di rosa-maschio, sui tessuti impalpabili di ogni capo e che rendono il guardaroba peso piuma. Come pure la vita, almeno si spera.

 

Marisa Gorza