Giorgio Armani

staff
26 settembre 2011


E’ notte e brilla la luna. Le onde del mare si infrangono sulla spiaggia e portano a riva una conchiglia, ecco che si schiude e nasce la Venere di Armani: una perla di donna! Nondimeno il grande Giorgio, per la futura stagione del sole, conferma il suo amore per la bellezza femminile non stereotipata, priva di inutili orpelli e scontati eccessi. Quella leggiadra e un po’ visionaria che ha la lucentezza della madreperla, la purezza e l’inafferrabilità dell’acqua. Sembra proprio che sia l’elemento vitale a dar forma a giacche lunghe e fluide, un po’ orientali e tutte sbieche, ai vestiti dall’orlo calibrato dal ginocchio in giù e il corpetto a ventaglio, ai pantaloni sottili, portati da soli o che sbucano pudici sotto ogni gonna rendendola più sciolta e innovativa. La giacca, magnifica ossessione armaniana, perde colletto, rever e bottoni e chiude con un gancio segreto la linea pura e perfetta. Tutto scorre sul corpo come acqua scintillante con l’eleganza di sete e rasi cangianti, i colori liquidi dai riflessi iridescenti: verdi azzurrati, grigi e beige argentei. E poi cappelli di paglia a tesa larga per ombreggiare lo sguardo di mistero, sandali dal tacco alto per il giorno, mentre la sera calza morbide scarpette piatte. Magiche le proposte after eight incrostate di pietruzze e cristalli come gocce preziose. Per indossare le lunghe mise con bustier a calice, che si assottigliano alla caviglia, prendono vita addirittura le “Tre Veneri” del Botticelli. Di sicuro nate dalla schiuma e dai flutti marini come la celebre sorellina.

 

Marisa Gorza