Giorgio Armani

Marisa Gorza
15 gennaio 2013

Nonostante il riscaldamento globale, sembra ci attendano inverni polari, quindi non sarà un caso se l’uomo che interpreta lo stile Giorgio Armani dei futuri giorni del freddo, si avvolga spesso in confortanti maglioni, soffici intrecci di cashmere e mohair. Ma oltre alla sensualità di una maglieria “attira carezze”, ha a sua disposizione grandi capispalla imbottiti, dal parka con coulisse al trench in suede corposa, dal cappottone taglio loden in lana foderata di neoprene ai giubbottoni con cappuccio in montone dallo sbuffante interno…Tutti desiderabili e notevolmente protettivi. Tutti dai volumi ampi e tuttavia non ingombranti e  che si abbinano ai pantaloni asciutti, tanto per  definire una figura dinamica e decisamente virile.
Sono maschie le giacche allacciate fino al collo e quelle del completo gessato dalle sfumature grigie e nei caldi toni marrone dei legni pregiati, tipo wengé e palissandro. Nuovo è il concetto di lusso, non basato sull’ostentazione pomposa, ma sul pregio assoluto dei materiali, trattati con tecniche antiche e collaudate, mixate a  felici soluzioni high tech e irripetibili assemblaggi. Vedi il neoprene che sposa il velluto nero dell’abito da dandy, con tanto di panciotto. Nero profondo è anche il paletot by night, da affascinante vampiro e costruito rigorosamente come un pastrano da ufficiale austroungarico. E sotto il tuxedo sbircia un dolcevita color rubino.

Marisa Gorza