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Giorgio Armani

Marisa Gorza
23 settembre 2013

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C’è un inno alla leggerezza nella poetica sfilata estiva di Giorgio Armani, un omaggio al vestire libero e arioso. Difatti in passerella appare una donna delicata ed eterea, ma non priva di temperamento. Insomma leggerezza sì, però grintosa. A sottolineare che ha i piedi ben ancorati a terra bastano le scarpe: nuovi ankle boot vagamente camperos, con corposo tacco in plexi per sorreggere le estremità con…trasparenza. Trasparenze mitigate dalle sovrapposizioni, capaci di creare luci ed ombre e apparenti sdoppiamenti, anche le celebri giacche sembrano fatte d’aria, pur conservando l’usuale, impeccabile aplomb. Dorso in velo punteggiato da una miriade di cristalli, basca che ondeggia ad ogni passo, pannelli fluidi e linea scivolata. Si appoggiano su tubini in seta jacquard e chiffon, gonnelle a petalo, pantaloni in jersey, morbidi e danzanti all’orlo, svelti bermuda in organza doppiata…Ovvero i capisaldi della armonia armaniana, espressa al massimo con l’intensa palette dove incanta il blu majorelle, un brillante cobalto del Nord Africa (già amato da Yves Saint Laurent), le dorate tonalità degli anemoni, il rosso aranciato dei coralli di Sciacca.
Grandi collane-foulard impreziosiscono le tenute da giorno e quando scende la notte nel giardino incantato, le stampe floreali sono sovra ricamate con pietruzze scintillanti dagli effetti tridimensionali. Quali rigogliose corolle similvere.

Marisa Gorza

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