Giorgio Armani Privè

Enrica Governi
22 gennaio 2013


Giorgio Armani Privè sfila a Parigi ed è subito successo.
Come in un carnet di viaggio, Oriente e Occidente si fondono, in un turbinio di linee e tessuti che esaltano la femminilità della donna, con una connotazione etnica, ma indiscutibilmente lussuosa. I tessuti, preziosi, frutto dell’eccellenza “made in Italy” ricalcano i temi delle etnie di tutto il mondo, ripropongono lo “Chevron” che ingigantito, moltiplicato e sezionato, segue naturalmente la forma del tailleur, creando magici effetti di tagli e geometrie.
Torna il gilet, “leit motiv della collezione”, indossato spesso a pelle, costruito da minuscole strisce di tessuto tagliate e intrecciate, o da nastri preziosi e decorati.
Gli abiti che ricalcano le nuance della terra, come cioccolato, rubino, nero, verde acido, savana, appaiono spesso vaporosi e in tessuto fantasia, tipo fitti tatuaggi.
I pantaloni, tassativamente aderenti, in un corposo raso “ Mikado”, sottolineano la silhouette della donna, e si allargano ad “effetto” verso il fondo, per poi “stopparsi”alla caviglia.
Gli accessori, di forte potere evocativo, 
prevedono cappelli neri che rimandano ai tradizionali copricapo del mediterraneo, e scarpe che seguono le classiche regole dell’Haute Couture, a volte realizzate con l’identico tessuto degli abiti, oppure fittamente ricamate, come a volte le borse, piccole o grandi, arricchite da lunghe frange.

Enrica Governi