Giorgio Armani

staff
28 febbraio 2011


I luoghi della memoria, insieme ad un vago desiderio di ritorno alle radici, sono stati rivisitati da molti stilisti di Milano Moda Donna.
Nostalgie che adombrano sogni e miti del passato, come pure quelli del futuro.
Ed è proprio a quest’ultimo che guarda Giorgio Armani, poiché se nella sfilata dell’Emporio dominava un nero mistero, nella linea clou ricorre la dolcezza del rosa, tipico colore dell’ottimismo.
Rosa cipria, rosa petalo, rosa polvere, rosa iridescente, accostati al nero ebano e al grigio peltro.
Una nuova soavità coniugata però con la consueta garbata disciplina.
La vena creativa si snoda in volant ondulanti che ingentiliscono le basche delle brevi giacchine, a volte allacciate spiritosamente sul dorso.
Ondeggia pure il fondo del pantalone fermato al malleolo (occhio al trend!).
Gonne e abiti sono lunghi e si gonfiano verso il basso come suggestive lanterne cinesi.
Sopra si infilano i mantelli che si stringono sul busto per poi perdersi in ampiezze e lunghezze arrotondate all’orlo.
E dopo le ore del giorno quelle della sera preziosa, decorata da paillettes giganti e frange di jais.
Sotto il fourreau spuntano i calzoni di chiffon ricamato.
Dall’orlo degli stessi sbircia la scarpetta di raso con tacco in plexiglass.

Marisa Gorza