Givenchy

Mirco Andrea Zerini
20 gennaio 2017

Alla Bibliothèque Nationale de France di Parigi vanno in scena la collezione uomo autunno-inverno 2017/2018 e l’Haute Couture 2017 firmate Givenchy, proprio al termine del discorso inaugurale di Donald Trump a Washington.
Un momento di silenzio – omaggio a Franca Sozzani – introduce uno degli show più attesi, ricco di esplicite influenze americane.

Ispirato dalla cultura degli Indigeni, Riccardo Tisci porta in passerella colori vivaci ed elettrizzanti che danno vita ai visi dei Nativi e compaiono su maglie a maniche lunghe e su felpe decisamente over. Pattern rigati rimandano invece al mondo del rugby, mentre montgomery, sneakers, capispalla e camicie sembrano strizzare l’occhio ai brand d’oltreoceano che hanno fatto la storia della cultura urban e degli skaters, che da sempre affascinano l’eclettico designer.
Tutt’un tratto Tisci torna a rivendicare prepotentemente la sua anima e il catwalk si tinge di nero: l’uomo, in tutta la sua virilità, indossa pantaloni skinny in pelle, bomber e piumini in nylon ricchi di zip metalliche, lether jackets con generosi colli in maglia e completi giacca-pantalone, classici nel fit ma con maxi bottoni a contrasto.

Sul finire ecco apparire le muse di Tisci – tra cui Lea T, Kendall Jenner e Bella Hadid – avvolte in suntuosi abiti Couture ispirati all’universo Western: check pattern, trasparenze, ricami, colli gorgiera, frange, pelle e velluti dominano le creazioni più esclusive della collezione, dando vita a pezzi da sogno ma dalla forte personalità, pensati per una donna che sa essere femmina al punto giusto.

Lo stilista ha saputo sfruttare a suo favore l’attenzione rivolta all’insediamento del nuovo Presidente americano per portare un po’ d’America a Parigi, la patria di Givenchy, da Hubert fino a Riccardo, che da anni sembra continuare la sua campagna al grido di “We will make Givenchy great again”.