Givenchy

Mirco Andrea Zerini
1 ottobre 2017

Va in scena a Parigi un nuovo capitolo di storia della Maison Givenchy, che ha presentato la collezione uomo e donna per la primavera-estate 2018.

Dopo la dipartita di Riccardo Tisci – creative director per oltre dieci anni – è Clare Waight Keller, reduce dal successo alla direzione di Chloé, a firmare la collezione andata in scena al Palais de Justice di Parigi giocandosi l’esordio, un compito difficilissimo dopo l’estro e l’inconfondibile identità data alla Maison dal suo predecessore.

In passerella proposte per il giorno e per la sera che poggiano su un dualismo ben riuscito: il rigore della palette di Hubert – a cui si aggiungono pennellate di rosso vermiglio e verde menta –, la sua visione e sensibilità.

Le linee dei capi sono ben definite nel loro minimalismo: la donna torna ad indossare il tailleur pantalone dalle linee essenziali, gli abiti giocati su volant e dettagli plissé, i pantaloni skinny in pelle e le gonne asimmetriche, abbinate a capispalla dai volumi leggermente over. Note di oro in forma di bocche stilizzate brillano sui capi pensati per la sera, segnando una linea di continuità con l’uomo, una figura galante che, nella sua modernità, dimostra di saper valorizzare al meglio l’heritage del celebre marchio.

Con la sua collezione, Clare dimostra di voler accontentare tutti: proposte romantiche si alternano a dettagli rock, ad un’allure cittadina e urbana. Nel complesso non si può che apprezzare il suo sforzo, che però non convince pienamente. Sarà forse la pesante eredità lasciata da Tisci? Per scoprirlo non ci resta che attendere le prossime stagioni.