Gucci

Martina D'Amelio
25 febbraio 2015

Maschile e femminile si mescolano sulla passerella di Gucci nel primo giorno di Milano Moda Donna: la collezione portata in passerella dal neo direttore creativo Alessandro Michele vira verso una nuova contemporaneità.
«Il contemporaneo è l’intempestivo», sentenzia Roland Barthes, e Michele sposa appieno il suo pensiero scomodandolo, insieme al filosofo Giorgio Agamben, per presentare la sua collezione.
Grandi aspettative erano riposte nel nuovo corso di Gucci, oggi corrisposte da una creatività in bilico tra passato e futuro, che guarda a un tempo variabile e mai perfettamente definito. E genderless è anche la filosofia della linea, una caratteristica alla Michele non riscontrabile nei predecessori: non c’è la sensualità ostentata alla Tom Ford, non c’è la femminilità prorompente di Frida Giannini, resta solo la forza di una giovane e diversa vena creativa. Il look nude di Michele è spesso totale, e mira a sottolineare l’androginia delle forme; i fiori hanno un non so che di vintage, protagonisti di leggeri tessuti pleated; la modernità della pelle tradisce un richiamo a mode d’altri tempi. Anche la doppia G, abusata e cancellata negli anni, ritorna nel suo massimo splendore, quello urlato delle cinture e delle borse a mano, con un nuovo, alto profilo. La pelliccia è uno strumento decorativo e adorna con piccoli tocchi i polsini dei cappotti, i mocassini col morsetto, le ballerine e persino i sandali. Bluse in seta dai colori brillanti vestono il corpo femminile come quello maschile: l’illusione è riuscita,anche grazie ai completi dal taglio uomo stampati secondo un gusto da donna. La libertà di esprimersi poi è simboleggiata da ricami di uccelli preziosi: la firma di una collezione che vola alto, in uno spazio atemporale al di sopra delle diversità.

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