Helen Anthony

Mirco Andrea Zerini
19 gennaio 2016

Chiude la settimana della moda milanese la sfilata firmata dallo stilista indiano Helen Anthony che ha debuttato nel capoluogo lombardo portando in scena un business man elegante e raffinato.

Sartorialità e pattern caleidoscopici sembrano essere il filo rosso che unisce l’intera collezione, messa in evidenza da una serie infinita e quasi ridondante di completi giacca-pantalone diversificati in maniera impercettibile: le giacche – mono o doppiopetto, con colli a scialle, a due o tre bottoni – si allungano abilmente, si colorano di pattern variegati che prediligono le tonalità del rosso, dell’arancione, del viola e dell’azzurro, creando stampe che ricordano il damier o il classico gessato e si indossano con pantaloni a tubo, camicie lunghissime con colletto in piedi e capispalla che riprendono le stesse cromie. Il Principe di Galles, grande classico, compare non solo sugli abiti ma anche su bomber con collo in pelliccia, mentre il check black and white disegna shopping bag da giorno.

Tutto concorre a creare l’idea di un uomo elegantissimo in qualsiasi situazione – dal meeting di lavoro alla serata di gala -, che ama però anche l’informalità della maglieria, altro elemento distintivo del catwalk. Sciarpe tricot con nappe e maxi scritte, maglie a collo alto che riecheggiano l’intramontabile cruciverba con lettere a caratteri cubitali e gridano a gran voce “Peace” in segno di ribellione alle tragedie umane del presente.

Le tonalità del tabacco e dell’army green colorano i cappotti facendo percepire un riferimento forte all’estetica militare, mentre in chiusura una serie di tuxedo da vero gentleman ha affascinato il pubblico nel front row.

L’ultima uscita è la più sorprendente: una voluminosa pelliccia ecologica optical white indossata con la classica derby nera è un urlo di pace e diventa simbolo di purezza assoluta, proprio a confermare l’identità dell’intera collezione.

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