J. Mendel

Jennifer Courson Guerra
15 settembre 2016

Emilio Jiménez fotografa le sue muse vestite solamente di luci ed ombre: ai suoi lavori si ispira la collezione di J. Mendel presentata all’hotel The Standard, lontano dallo sfarzo della NYFW. La donna di Gilles Mendel indossa intricati giochi tra chiaro e scuro, velamento e svelamento, in un perfetto bilanciamento tra ciò che si vede e ciò che non si vede. Il pezzo forte dello stilista francese, gli abiti da sera, sono strutturati e complessi, ma al contempo semplici e immediati. Bastano i tessuti a rendere magici i capi, così vicini alla couture eppure così portabili. Mendel li prova, efficacemente, tutti: dal pizzo macramè allo chiffon, dalla pelle alla pelliccia, resa insolitamente estiva con tagli geometrici. Li combina con grazia, senza pesantezza o eccessi, aiutandosi con i colori: bianco, nero, grigio perla, bordeaux, giallo paglierino, rosa blush e una punta di bluette. Le forme scivolano sul corpo, lo accompagnano con dolcezza, ne esaltano ogni aspetto. A completare, una serie di capispalla cropped, quasi evoluzione naturale dell’abito con cui vengono indossati. Ai piedi, sandali t-bar effetto nude e mules grafici a punta. J. Mendel ha portato personalmente fino a New York ogni abito, confezionato a Parigi. “Questi modelli hanno vissuto dentro di me per molto tempo”, ha dichiarato lo stilista. Il prêt-à-porter incontra la couture.

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