Jean Paul Gaultier

Martina D'Amelio
2 marzo 2013


Un mosaico di tessuti e stampe per la passerella di Jean Paul Gaultier, che ritorna a sfilare nella Salle Wagram, teatro di tanti successi passati. E infatti la collezione riserva piacevoli riscoperte, come l’utilizzo del classico motivo a righe o a quadri sulla maglieria, che ricorda la cotta di un’antica armatura medievale. Anche le bluse e i bustier lavorati mirano a riportarci indietro nel tempo, perlomeno ai grandi successi di Madonna negli anni Ottanta e Novanta, sebbene impreziositi da borchie tutt’altro che vintage. I colori caldi – dal burgundy al mattone, dal cotto al porpora – si mixano in maniera inedita negli abiti stampati al ginocchio, dove protagonisti sono scatti Polaroid di modelle stilizzate, richiami alla lontana dei celebri ritratti di Warhol e della graphic art. Immancabili poi i cappotti in pelliccia patchwork, lunghi fino ai piedi, e le gonne a vita alta in pezzi di stoffa dissimili. L’impressione risulta quella di uno stilista confuso, in bilico tra tradizione e avanguardia.

Martina D’Amelio