Jeremy Scott

Ottavia Pomini
10 febbraio 2017

Irriverente, eccentrico, unico: Jeremy Scott infiamma le passerelle della New York Fashion Week presentando una collezione per l’autunno-inverno 2017 che rivela tutto il disappunto del designer nei confronti dei recenti sviluppi politici americani. Una critica alla figura di Donald Trump e alla società moderna, incapace di distinguere la realtà dalla finzione. La collezione è un tributo alla cultura americana del passato, ricca di riferimenti, che si ispirano alla Pop Art, al mondo dei cartoons, agli anni ’70 e alle sexy lolite.

Il sacro e il profano convivono in passerella: ad aprire lo show la top Gigi Hadid, che sfila indossando un paio di pantaloni a zampa con una stampa raffigurante Gesù; Madonna e Gesù bambino si trasformano in ricami sugli abiti di chiffon o in stampe sui completi di velluto. Su felpe, slip dress, top e t-shirt campeggiano gli slogan “Sex is cute” e “As seen in TV”, mentre la scritta “Love Stinks”, con tanto di puzzola, compare su leziosi baby-doll. Sfilano capi ispirati a celebri cantanti americani, come il completo in pelle bianca di Elvis Presley, rivisitato e adattato alla silhouette femmine, e le stampe raffiguranti Michel Jackson che prende le sembianze di Topolino.

Una collezione che fa della stravaganza il suo segno distintivo, in una denuncia a voce alta delle assurdità contemporeanee.