Jil Sander

Martina D'Amelio
27 febbraio 2016

Spigoli, asimmetrie, geometrie: Rodolfo Paglialunga presenta per Jil Sander una collezione autunno-inverno ispirata all’espressionismo tedesco.
Un mondo decisamente antinaturalistico, differente da quello visto sinora in questa coloratissima MFW, prende vita in passerella: un minimale soprabito bianco dalle spalle strutturate, chiuso da bottoni neri e indossato con guanti in pelle; un completo maschile che scivola sul corpo femminile; maglie dal maxi collo e monospalla dritti drappeggiati sulla manica, caban dai tagli netti che vestono la figura con forme disarmoniche.
Bianco e nero, nero e bianco sono gli unici toni concessi all’abbigliamento di queste donne, che sembrano uscite da un dipinto di Kirchner e da un film di Wiene o Lang. La traccia delle geometrie impossibili disegnata nelle giacche da tailleur continua nelle pieghe curve e irregolari dell’abito longuette e negli schizzi di matita che impazziscono sul dress dallo scollo appuntito. Lo spunto tutto magico, delirante, notturno dell’espressionismo germanico è affidato agli sprazzi di argento spalmato e spiegazzato, al lurex pink che adorna l’abito girocollo, alla lana viola che brilla sui masculine coat doppiopetto.
Spazio al rigore, all’essenza, ma anche ad un umanissimo mondo di contrasti che, proprio come in un dipinto del Die Brücke, emerge da sé, senza aver bisogno di ulteriori orpelli.

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