Jil Sander

Alberto Corrado
22 febbraio 2014

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Jil Sander senza Jil Sander. È la prima collezione femminile senza la stilista tedesca al timone e non è certo poco riuscita, anzi.
Le forme dei cappotti sono inappuntabili, con quel gusto per la riduzione alla linea che è poi la chiave per capire questo marchio. Gli abiti smanicati lunghi al ginocchio riuscirebbero a mettere d’accordo qualsiasi forma di donna per la capacità che hanno di disegnare una silhouette interessante tramite una piccola ripresa sui fianchi. E la gamma dei colori possiede il glamour silenzioso di una natura morta di Morandi.
Il tradizionale minimalismo è stato affiancato a nuovi elementi di modernità: favolose borse, alcune anche pitonate sul giallo, e le bellissime scarpe maschili rivisitate nella forma e nei pellami colorati: questi pezzi hanno davvero il carattere per cambiare l’immaginario e per mettere nuove fondamenta a un marchio che ha ancora moltissimo da dire.
La maison ha deciso di giocare con i generi: la donna Jil Sander sa essere molto femminile nelle occasioni importanti, ma sa vestire abiti maschili nella quotidianità.

Alberto Corrado

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