John Varvatos

staff
15 gennaio 2011


“Mi interessa la personalità più che i trend. Ciò che trovo esaltante della moda è che si possono usare gli abiti per costruire personaggi che cambiano e crescono da una stagione alla successiva… ”
Non potrei mai essere più d’accordo con questa affermazione di John Varvatos.
Non è così che forse scegliamo cosa mettere oggi o domani, così, per cambiare, proviamo un altro personaggio.
Lui per il prossimo autunno-inverno ha scelto il tema del viaggio.
Su una passerella a mo’ di rotaie del treno (Milano – New York) sfila l’uomo-viaggiatore: un uomo con grande bisogno di esplorare e fare esperienze, affamato di conoscenza che si muove dalle metropoli alla campagna, per poi tornare indietro.
Vagabondo e dal look apparentemente trasandato, che potrebbe assomigliare un po’ ad un chitarrista di strada, quest’uomo passeggia con nonchalance per le strade intrigato dal passatto, ma risolutamente connesso al presente.
E’ vestito a strati: indossa il biker in suede sotto il cappotto di lana, o il cappotto-gilet sul cardigan, il mix dei pezzi è libero, e fissa il tutto con una cintura in vita.
Gli abiti sono sottili alla vista quanto sono intensi al tatto.
Grossi cardigan-giacca, maglie di alpaca e lana, giubbotti aderenti di suede, cappotti di shearling spazzolato, mix di lino e lana, moleskine tinto a freddo, lana effetto seersucker, scorticature, accoppiamento di stoffe.. i tessuti e i trattamenti sono stati il punto di partenza del processo creativo.
I colori sono organici e sommessi. Sfumature di marrone: dal ruggine al caffè, cioccolato. Vicuna. Rosso vino. Nero. Grigio.
Importanti sono i dettagli, gli accessori: le sciarpe, larghe o strette, quasi laccetti appesi al collo che penzolano con frange di pelle, fasce di lana indossate come cravatte, guanti da biker senza dita, anfibi di pelle e feltro dalle alte suole e, per completare l’immagine del viaggiatore, totes di pelle e feltro, valigie sabbiate e borse di pelle.

Anastasia B. Calmotti