Krizia

Jennifer Courson Guerra
23 settembre 2016

Terra e mare si incontrano sulla passerella di Krizia, che muove le sue creazioni con onde sinuose e paesaggi montani. Ne nasce una collezione leggerissima, quasi fluttuante, ascetica, dove nulla resta fermo ma si anima di balze, rouche e plissé. Zhu Chongyun, dopo un lungo studio degli archivi della Maison, ha creato un ponte tra la vecchia e la nuova Krizia, ne rispetta l’eredità, senza stravolgerla, ma accompagnandola verso nuove frontiere: l’Oriente e la contemporaneità. L’Oriente si vede soprattutto nelle proporzioni e nelle lunghezze, con tuniche over, long dress e maxi maniche, ma anche nelle applicazioni-origami che decorano abiti, felpe e giacche. La contemporaneità è, sorprendentemente, quanto di più classico la Maison abbia da offrire: l’iconica tigre, presentata però in una veste nuova, nascosta nei capi e negli accessori, in un camouflage divertente. Le strutture fondono passato e futuro, così come i filati che alternano maglieria lightweight a tessuto stretch, seta a laminati. Anche i colori si ispirano alla terra, con beige, blu lago, azzurro acqua e la delicata presenza dell’oro. Il mood scultoreo si allarga anche agli accessori, con macro pochette in pelle e tessuto e sabot flat a punta.

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