Krizia

Jennifer Courson Guerra
24 febbraio 2017

Zhu Chongyun raccoglie l’eredità di Maria Mandelli, in arte Krizia, e guarda al futuro del brand con una collezione moderna che non dimentica il proprio passato. Fil rouge, non solo simbolico, è il filo della maglieria, protagonista indiscussa della passerella, che diventa la tela su cui si dipingono le immagini iconiche della Maison.

Così, in un gioco di zoom e primi piani, stampe animali astratte e assottigliate popolano cappotti, abiti lunghi, dolcevita e cardigan. All’esplosione vitalistica di questi capi fanno da controparte pezzi più sobri, come i capispalla in lana e i pantaloni ampi. La classica piega Krizia percorre molte delle proposte della designer cinese, sublimata dallo scintillio della seta grigio-blu negli sbuffi delle gonne e degli orli.

I volumi sono strutturati e prorompenti, anche se non mancano silhouette più maschili e forme aderenti, che esaltano un nuovo paradigma di femminilità: contemporanea, inedita, grafica. Le vestibilità più morbide hanno sempre un tocco aggraziato, un dettaglio intimo che non fa cadere i capi nel minimalismo senza appeal.

Zhu Chongyun ha studiato una palette di colori basici ma forti, dai bianchi intensi ai neri profondi, passando per la gamma dei neutri, fino ad arrivare a vere e proprie esplosioni di rosso, blu, petrolio. Non mancano gli accessori, come gli orecchini e le spille che richiamano i ricami degli abiti o le maxi cinte da lasciare morbide a seguire le forme del corpo. Grande attenzione anche per borse e calzature, tra cui spiccano i mules geometrici scintillanti.