Krizia

Marisa Gorza
20 febbraio 2014

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Linee essenziali, tagli impeccabili, rigore couture…eppure tutto è fluido e intangibile come se i capi fossero una suadente seconda pelle. Niente spigoli, né rigide sovrastrutture nella collezione invernale pensata da Krizia per una donna vera e di carattere. Una creatura determinata, che però si muove con piglio soave e disinvolto ovunque, pure nell’impegnativo caos delle metropoli.
Parlano di moderna femminilità gli abiti costruiti con pannelli in sbieco plissettati, le gonne sinuose, lunghe e asimmetriche, le tuniche in maglia lavorate a coste simulanti il plissé, il confortevole pellicciotto che mescola il marabù al pelo di mongolia e di volpe, con uno sbuffante effetto patchwork. Perfino il completo giacca e pantaloni, di matrice androgina, ha quel non so che di morbido e femmineo, pur privo di anacronistici languori. Vuoi per il colore bianco latteo, vuoi per la costruzione superslim, vuoi perché indossato con sexy scarpette dal tacco e punta assottigliati.
Continua a ruggire e a graffiare il famoso zoo della maison, questa volta rappresentato da un pantera dalla raffinata sensualità. Eccola che si affaccia stilizzata sul maglione nero ed anche tra le pieghe del top in pelle color ruggine o ottanio, poi si insinua tra le aiuole composte da fotocopie di rose e magnolie, stampate sulle mise in seta scivolosa. Infine appare come metafora, come idea distillata che appena si legge nei riflessi dei ricami di canutiglie. Lucenti come il suo manto nero.

Marisa Gorza

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