Lanvin

Alberto Corrado
27 febbraio 2014

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Più che una sfilata di outfit, quella di Lanvin è una successione onirica di tipi. Non a caso l’intento di Alber Elbaz con la collezione f/w 2014-2015 era duplice: recuperare l’individualità e sognare, anche in passerella. Perché, dice lo stilista, “c’è bisogno di sognare”.
Chiaroscurale la passerella, come se ogni modella procedesse dall’ombra per affiorare al plenilunio. L’ispirazione “dramatic” si fa sentire eccome in questa collezione, partendo dal cappello a tesa larga, le forme del corpo sfumate nelle tuniche tagliate di sbieco. Lieve il tessuto, un raso tanto lucido da sembrare sigillato in una pellicola d’acqua, eppure dolcezze e insenature femminili risaltano con grande sensualità. Per non dire del virtuosismo in bouclé, che esplode nelle gonne dall’orlo sfilacciato, perché la corposità della fibra si sottolinei nel gesto dell’incompiuto e della sospensione. Perle e piume tratteggiano astratti disegni déco, ed è subito citazione flapper. Quindi ecco la pelle, che s’increspa come carta croccante e tagliente, oppure si scolpisce in minuta plissettatura per un vibrante abito bustier.

Alberto Corrado

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