Louis Vuitton

Luca Antonio Dondi
19 gennaio 2017

Uptown e downtown, Parigi e New York, tradizione e pop, Basquiat e Warhol: Louis Vuitton e Supreme. È una collezione che già fa parlare di sé quella per il prossimo autunno-inverno di Louis Vuitton realizzata dal direttore creativo per la linea maschile della Maison Kim Jones.

Stili, epoche, forme, colori, tessuti: tutto collabora e coesiste nel nuovo universo firmato dalla griffe parigina in un inno alla squillante New York che dagli anni ‘70 a gli anni ‘90 ha influenzato intere generazioni. “Artisti e musicisti, amici ed eroi” erano il cuore pulsante della Grande Mela che con l’Hip Hop, la rivincita del denim e la sua inconfondibile street-elegance ha incantato il mondo. Cinque personaggi dominavano la scena in quel periodo: Jean-Michel Basquiat, Julian Schnabel, Keith Haring, Robert Mapplethorpe e Andy Warhol. È da qui che parte Kim Jones per rileggere lo stile Vuitton, alleggerendolo in chiave frizzante e contemporanea.

Fulcro della collezione la capsule tra la Maison e il brand Supreme, osannato da skater e amanti dello street-style. La tradizione artigianale centenaria di Vuitton a braccetto con il pop incisivo di Supreme, il Monogam e il celebre lettering del marchio newyorkese: l’unione di due icone. Bauli, borsoni, marsupi, zaini e sciarpe si tingono di rosso ospitando la perfetta coesione dei due brand. Ad accompagnare la collezione è un uomo nuovo, più rilassato, reinterprete dell’eleganza. Pantaloni ampi, pullover allungati, blazer sartoriali morbidi, bluse in seta, pigiami con stampe di pubblicità anni Trenta, montoni, cappotti e impermeabili portati con disinvoltura. I materiali pregiati che hanno fatto la fama di Louis Vuitton come l’alligatore, il cashmere e la pelle sono indossati senza alcun tipo di ostentazione e convivono con tagli moderni, pattern camouflage e tessuti tecnici.

Kim Jones mette in scena a Parigi una collezione che non poteva che essere un clamoroso successo: un viaggio nella New York di oggi e di allora, un invito ad abbattere confini, oltrepassare le regole e vivere con spensieratezza, proprio come a suo tempo amavano fare Warhol e Basquiat.