Lucio Vanotti

Luca Antonio Dondi
29 febbraio 2016

Una passerella cosparsa di simboli e amuleti come busti in terracotta, blocchi di ghiaccio, pietre e rocce accolgono la collezione autunno-inverno 2016/2017 di Lucio Vanotti, che solo un mese fa aveva fatto il suo debutto come ospite di Giorgio Armani con la sfilata uomo.
Come allora, questa collezione ripropone i canoni e l’allure estremamente minimalista che avevamo da subito apprezzato già all’Armani Teatro. I capi sono puliti, scivolati, asciutti, depurati da ogni elemento superfluo e spogli da orpelli accessori. Le linee percorrono con precisione e razionalità i profili di giacche asimmetriche, maglie oversize e camicie-tunica dal motivo a righe. Anche i pantaloni cadono morbidi senza segnare la silhouette ma allungandola e quasi alleggerendola. La sartorialità tipica degli abiti occidentali si confonde con la sovrapposizione di abiti tipica di uno stile orientale ricercato e raffinato. Completi pijama, vestaglie da camera e cappe militari completano questa collezione rigorosamente essenziale.
La palette si ispira ai colori della terra e dei suoi elementi: bianco sporco, nero, salvia, ruggine, kaki e navy sono declinati e accostati su materiali asciutti come il panno di lana, lo spigato, il velluto e i cotoni garzati. Una collezione che ci racconta cos’è lo stile Lucio Vanotti e ci fa capire il perché un grande come Armani l’abbia accolto sotto la sua ala protettiva.

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