Marc Jacobs

Luca Antonio Dondi
13 settembre 2017

Come vuole la tradizione, la fashion week di New York si chiude con il catwalk (silenzioso) di Marc Jacobs che, tra reminiscenze del passato ed esagerazioni per il futuro, ha presentato al Park Avenue Armory la collezione primavera-estate 2018.

Silenzioso, sì. Lo stilista decide di non scegliere nessun accompagnamento musicale per presentare la propria collezione e, tra i bisbigli del pubblico, gli unici rumori in sala sono quelli del passo incalzante delle modelle, dello sfregamento dei tessuti tecnici e delle paillettes a contatto tra loro.

Ma nonostante il silenzio, a parlare ci pensano gli abiti. Rivisitazioni alla Jacobs delle sue collezioni passate in cui le silhouette erano morbide, i colori squillanti e le stampe imprescindibili. Arancione, rosa bubblegam, verde, rosso, giallo, turchese: in mise monocromatiche o accoppiati gli uni agli altri per effetti ancora più sorprendenti, resi maggiormente luminosi grazie a cascate di perline e paillettes che risplendono di luce propria. Abiti-tunica e tute da lavoro, tailleur oversize e minidress anni Sessanta, maxi cardigan e pantaloni palazzo, parka e mantelle. Onnipresenti, le stampe floreali dal mood tropicale e i pattern geometrici che diventano optical.

Fil rouge della collezione, il turbante: in seta, chiffon, stampato, monocolore, con dettagli gioiello, in ricordo della versione iconica total silver indossata da Kate Moss al Met Gala 2009 insieme al caro amico Marc. Poi le borse (accoppiate di tote bags e marsupi, borsoni e tracolle), stole che diventano boa, sandali e flip flop, gioielli tribali, cinture in corda annodate in vita e lasciate a penzoloni.

Somewhere: è il titolo della collezione che Marc Jacobs dedica alla donna metropolitana che si aggira veloce tra il traffico di Manhattan e alla matrona impegnata in diverso modo in qualche paese nel cuore dell’Africa. Una collezione frizzante, ribelle, unica e globale dedicata a tutte le donne che amano la vita.