Marc Jacobs

Mirco Andrea Zerini
17 settembre 2015

Lo Ziegfeld Theatre di New York, pop corn e soda per tutti gli invitati hanno fatto da cornice alla collezione firmata Marc Jacobs. La location è simbolica, parte integrante della vita del celebre designer e unico teatro rimasto a Manhattan a schermo singolo.
Una proiezione cinematografica ha fatto da incipit, con le modelle che sembravano fuoriuscire dallo schermo, accompagnate dai suoni dell’orchestra e indossando abiti dalle fantasie, textures e pattern differenti, luccicanti ed abbaglianti, retrò ed assolutamente moderni. Ci sono i longdress monospalla, i completi blazer-pantalone con coccarde e stemmi, i bomber abbinati a pantaloni in latex, le pencil skirts da portare con la coloratissima maglieria, i pantaloni palazzo, i robe manteau con volti stampati all-over e la lingerie, portata con micro blazer e stole in pelliccia. La sera è elegantissima e si esprime in lunghi abiti trasparenti, tempestati di applicazioni e paillettes, rigorosamente portati con comodissime sneakers.
I colori sono quelli dell’America, mixati e stravolti per creare fantasie e motivi che sicuramente avrebbero fatto felice Andy Warhol, tanto che alcune delle stampe sono serigrafie dell’artista Pop.
Una collezione fastosa e festosa, non senza una giusta dose di malinconia per i tempi passati che non torneranno mai più.
Un cast di modelle eccezionale che ha visto sfilare in passerella Adriana Lima, Kendall Jenner ed Irina Shayk, fino al colpo di scena della controversa cantante Beth Ditto che, seppur fuori forma, è apparsa fasciata in un abito elegantissimo, proprio come se stesse calcando il red carpet di una prestigiosa premiere cinematografica.
Quale modo migliore per concludere la Fashion Week newyorkese. Jacobs non ha voluto essere inferiore rispetto alla sfilata-evento inaugurale di Riccardo Tisci, lasciando al termine della serata quella sensazione di amaro in bocca tipica dell’epilogo di un film che recita il classico “To be continued…”.

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