Marco De Vincenzo

Alberto Corrado
23 febbraio 2014

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Gli abiti di Marco de Vincenzo tratteggiano una femminilità sexy e sofisticata, ma allo stesso tempo delicata, che prende forma grazie a un sapiente uso del decorativismo geometrico che incontra la purezza di linee minimaliste. La sua collezione non poteva che essere sorprendente. Il lavoro di alterazione ci catapulta in un’esperienza multisensoriale, e tre ne sono i fattori portanti: il luccichìo accecante del lurex, la sinfonia plissè e la divagazione cromatica degli effetti degradé.
Le linee degli abiti e dei capispalla sono dritte ma anche svasate, mentre le giacche hanno il fit slim senza mai troppo costringere. Le camicie, hanno piccoli colli. Le forme geometriche, che siano pois o check, regalano nuovo twist.
Onde del mare vengono evocate nelle lavorazioni dei capi in pelle, che siano gonne abbinate a top, abiti appena sotto al ginocchio o capispalla come il coat girocollo. La palette dei colori si sfuma senza mai mescolarsi nel cappotto multicolor degradè.
Superfici di lurex sfumato regalano un’emozione visiva ma anche tattile, e, con piglio disinvolto e un tocco di frivolezza, il plissé offre movimento alle gonne sbarazzine corte ma non mini e quelle che sfiorano delicatamente il ginocchio.

Alberto Corrado

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