Marni

Luca Antonio Dondi
24 settembre 2017

La collezione primavera-estate 2018 di Marni è un’esplosione di colori, stili, texture, forme, tessuti, geometrie: in altre parole, Marni.

Da sempre, quando ancora Consuelo Castiglioni era alla guida creativa del brand da lei fondato, mixare, stravolgere e riconfigurare sono stati alla base del DNA di Marni, e con questa collezione Francesco Risso dimostra di saperlo bene. Il giovane designer aggiunge agli abiti una nota di freschezza e giocosità, puntando tutto su accostamenti bizzarri, colori brillanti e fusioni di stili. Rigidi corpetti anni Cinquanta si abbinano a sontuose gonne couture; cristalli, piume e perline anni Venti su abiti-tunica, vestaglie e sottovesti; seta, taffettà, velluto, pelliccia e broccato insieme e a contrasto.

Sui volumi ampi e scultorei che disegnano figure sinuose si mescolano il tartan e il floreale, le righe e il vichy. Poi subentrano i disegni di David Salle, quasi scarabocchi gettati d’istinto, e le applicazioni di perline che disegnano pattern tridimensionali. I cappotti color block di pelliccia si configurano come statement della collezione: a catturare l’attenzione è un modello a macchie black & white che sembra rubato al guardaroba di Crudelia De Mon.

Pellicce e abiti, quasi casualmente e per gioco, vengono abbinati a stivali da pioggia e kitten heel dai ricami preziosi o ricoperti di pelo. A completare il tutto, borse-bauletto, bijoux asimmetrici e occhiali da surfer. La spontaneità del vivere e del vestire ha un ruolo fondamentale in casa Marni: l’attitudine da skater convive amabilmente con quella da principessa bon ton senza particolari imposizioni. “La bellezza come atto giocoso, e in quanto tale, sovversivo”.