Mila Schön

staff
28 febbraio 2011


Come nelle sculture di Tomàs Gabzdil Libertiny il lavoro industrioso e indefesso delle api crea intorno ad un corpo inerte, ubbidendo ad un disegno intimamente matematico, movimento di calore, fino a che questo vive di vita propria, così la collezione Mila Schön è una esplorazione della manualità che trasforma un abito in un organismo vivo.
La silhouette è esatta: essenziale come un segno di matita oppure smilza, aperta ad A sotto la vita segnata.
Accumuli e rilasci di energia si rincorrono sulle superfici: lavorazioni a punto smock cesellano la vita delle piccole giacche, ne stringono le maniche, incastonate di cristalli decorano le spalle degli abiti aggraziati; dettagli di travettature in filo fermano le pieghe che percorrono gonne e bluse.
I cappotti e le cappe hanno spalle piccole e linee svasate, come i pantaloni; mantelline di pelle creano effetti di sovrapposizione sui manteau smilzi.
Motivi a raggiera disegnano avvolgimenti sugli abitini scivolati.
La palette cromatica è carica di contrasti: toni naturali di cammello, pumpkin, salvia, tortora e nuanche fondenti di rosso corallo, rosa carne e rubino si alternano a note fredde e squillanti di blu, verde bosco e verde acqua.
Avorio, grigio e nero fanno da cornice.
Mai algida, la donna Mila Schön si fa delicatamente austera.
Chic, contemporanea e femminile, ama la precisione dai profili smussati.

Luca Micheletto