Missoni

Marisa Gorza
13 gennaio 2013

Sulla pedana  di Missoni avanza spedito un uomo dall’aria sicura e rilassata, anzi si direbbe un tipo  nostalgico, specialmente quando indossa l’abito tre pezzi: giacca, pantaloni e panciotto coordinati nei quadrettati minuti in voga 60 anni fa, quando Ottavio e Rosita davano vita alla griffe. Epoca di riferimento sono proprio i mitici Cinquanta, quella dei film cult americani con le sequenze che celebrano gli sconfinati paesaggi dalle sfumature cangianti. Il grigio  ardesia e l’antracite delle rocce dell’Alaska. Il profondo blue che evoca le onde dell’Oceano Pacifico. Il terracotta, il bordeaux, l’ocra  e il sabbia che si rifanno ai sedimenti stratificati del Grand Canyon. Le strutture naturali di queste regioni sembrano materializzarsi nelle innovative trame a maglia telaio che costruiscono blazer e  doppiopetto, calzoni diritti, privi di risvolto, portati con le sneakers Converse. A riscaldare il tutto c’è il cappottone-cardigan o il  gilerone imbottito. Capi di matrice classica e da tempo libero si mescolano, attualizzati dall’estro di Angela in ibridazioni   inedite. Così i punti e i texture dei golfoni dell’eroe westner  si caricano di un nuovo allure declinati in cashmere e cammello idrorepellenti, doppiati dai colorati pattern della maison. Al cowboy piacciono le camicie a quadri e a  righe variegate,  emblema dei Nativi. Né ha paura di osare qualche piccolo tocco eccentrico come il twin set a punto pelliccia, con fiamme a forti tinte  sul dorso.
Quest’uomo forte e deciso, in effetti,  non ha paura di niente. Emanazione estetica di uno stile, è tuttavia anche espressione dell’animo generoso dei congiunti di Vittorio. Tutti saldamente uniti nell’attesa di lui, di Maurizia, degli amici Elda e Guido e di chi che li accompagna.

Marisa Gorza