N°21

Mirco Andrea Zerini
24 febbraio 2016

Sin dalle prime battute si avverte un’energia rara, un impulso irrefrenabile. Tutto questo è N°21, che sulle passerelle milanesi ha presentato la nuova collezione mixando sovrapposizioni, leggerezza e grafismi.

Alessandro Dell’Acqua questa volta ha voluto indagare in profondità, conscio che ciò che appare in superficie può nascondere dettagli inesplorati ed ha deciso di ispirarsi agli anni ’30 reinterpretandoli in chiave moderna per dare l’idea di un casual veloce e non sportivo che include anche elementi unisex, proprio come dettano le ultime tendenze.

Le modelle hanno indossato capi iconici che, con alcune accortezze dettate dall’abilità dello stilista, sono risultati assolutamente glamour e innovativi. Le camicie in twill si portano stropicciate e ricche di cristalli, i minidress in duchesse sono sovrapposti a sottovesti in pizzo e gonne in tulle ricamato, i capispalla – caban e cappotti – mixano tessuti maschili come il check alle borchie che invadono le cinghie di chiusura e gli abiti floreali impalpabili si portano sotto la pull in caldo mohair.

Due elementi sono risultati assolutamente caratterizzanti: l’imponente impiego della pelliccia – animalier, colorata o di montone rovesciato – e la sperimentazione della maglieria con pattern, filati, lavorazioni e cromie differenti che in alcune uscite parlano di tramonti tropicali.

Non manca poi il pizzo, che ritorna anche quest’anno come in tutte le collezioni firmate N°21.

Tra gli accessori impossibile non notare i maxi zaini in duchesse colorata e le calzature con plateau e tacchi vertiginosi.

Nel complesso, la collezione è il racconto di una storia di stratificazioni, sovrapposizioni e contaminazioni stilistiche, perturbata da volumi e forme apparentemente squilibrate e che sul finale ci lascia in preda ad un dubbio amletico: quello dell’interpretazione, del libero sfogo dell’immaginazione.

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