N°21

Alberto Corrado
19 febbraio 2014

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Eccentricità, spontaneità. Lo sprezzo delle convenzioni che nasce vestendosi d’istinto, senza troppo pensare.
Alessandro Dell’Acqua gioca con i codici, contamina, sovverte, maestro di riuscite alchimie.
Il suo guardaroba si crea, in divenire, da sé: assemblando pezzi, sovrapponendo estetiche. Il collage è il metodo: scabro, scintillante. Le giunzioni tra le parti non sono nascoste ma mostrate con orgoglio, perché è nelle frizioni dissonanti che risiede l’energia dello stile contemporaneo. Giorno e sera, maschile e femminile, severo e opulento si alternano, combinano, scambiano di posto in un moltiplicarsi di possibilità ben radicato qui e ora, non tra fantasie patinate. Realtà, con un tocco di magia.
Ricami improvvisi illuminano il grosso pullover dal sapore militare, intarsi di piume e motivi damier pailletè percorrono i fianchi dell’abito dalla linea severa ed elementare, dei pantaloni dalla lunghezza abbreviata. Il maglione di shetland si abbina alla gonna sontuosa; il cappotto protettivo è una fioritura glitterata di rose. I capisaldi del guardaroba, dalla polo al cappotto mascolino, sono ridotti alla pura essenza.
Per contrasto, le lavorazioni e i materiali sono preziosi. La silhouette è netta. Si gioca con un continuo senso di sorpresa: il davanti intonso del cappotto è contraddetto dal dorso punteggiato di ricami, o dal contrapporsi di tessuto e pelliccia; il maglione sfuma per via d’agugliatura in una gonna danzante e trasparente; la polo è di velluto ricamato, o diventa abito. Fino alla soirée dalle tuniche in seta, romanticamente sgualcite, dimesse e raffinatissime.
I materiali sono voluttuosi: lane, velluti, mohair, in una gamma classica di neri, grigi, cammello, verdi militari illuminati dai bagliori iridescenti di paillette rosse e turchesi. Gli accessori riassumono il clash immaginifico della collezione: Beatle boots con elastici fitti di cabochon, ballerine aguzze di pelle maculata o specchiata, decolletè con grosso tacco e decori applicati come clip.
Una ricchezza decorativa da lasciare senza fiato.

Alberto Corrado

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