Philipp Plein

Mirco Andrea Zerini
13 febbraio 2017

Da Milano a New York il passo è breve. Philipp Plein, dopo l’abbandono della MFW annunciato lo scorso settembre, approda nella Grande Mela con uno show evento presso il New York Public Library che si apre con un interrogativo: “Who the Fuck is Philipp Plein?”.

Il designer entra in scena fin da subito – sconvolgendo la tradizione del saluto finale – per rispondere: “I’m just a dreamer and a believer”, dice, e l’energia che lo caratterizza inizia ad infiammare il catwalk.

Modelli e modelle – capitanati da Jeremy Meeks, famoso per essere un ex detenuto – si alternano in ben 79 uscite con una buona dose di spavalderia, accompagnati dalla musica dei The Kills, ospiti della serata.

I capi, come da tradizione, sembrano deridere la sobrietà e si caratterizzano per dettagli metal, applicazioni decor, inserti in pelliccia, borchie, stampe e loghi ben in vista. L’uomo è virile, non si nasconde e ama essere al centro dell’attenzione, osando capi eccentrici impossibili da non notare. La donna è sexy ma a tratti androgina e sfoggia longdress iper femminili abbinati a bomber, piumini oversize e giacche in pelle così come completi casual con jeans tempestati di cristalli, t-shirt e minidress.

Una collezione pensata per stupire e lasciare attonito il pubblico newyorkese che ha accolto con gran fervore il celebre designer e che si prepara ad nuovo capitolo della Fashion Week al grido di “Let’s Make NYFW Great Again”, il nuovo slogan di Plein radicato intorno al messaggio politico del nuovo Presidente Donald Trump.

Proprio come a Milano, lo show è proseguito con party a base di hot-dog e cocktail drinks a cui hanno partecipato gli invitati e celebrities del calibro di Paris e Nicky Hilton, Kylie Jenner, Fat Joe e Madonna, vera guest star della serata.