Piccione.Piccione

Ottavia Pomini
26 settembre 2016

La collezione primavera-estate 2017 di PICCIONE.PICCIONE presentata a Milano ci trasporta in un universo sommerso, raccontandoci il tortuoso percorso di emersione di un’anima intrappolata nelle profondità oceaniche. Il designer ha voluto descrivere il mondo visto dalla prospettiva di chi sta sott’acqua e percepisce le immagini leggermente distorte, i colori più acidi e i movimenti rallentati, ma che nello stesso tempo apprezza in maniera autentica la ricchezza emotiva di ciò che lo circonda, spingendo l’anima a risalire in superficie. Piccione si è lasciato ispirare dal libro di Jeffrey Eugenides “Il giardino delle vergini suicide” e al bellissimo film di Sophia Coppola del 1999: il fragile mondo di vetro di quattro adolescenti viene incrinato irrimediabilmente dalla volontà dei genitori di preservarlo.

La collezione svela una dimensione in equilibrio tra innocenza e realtà, raggiungendo la perfezione grazie ai contrasti tonali, ispirati al lavoro del fotografo Tim Walker, che, attraverso le sue immagini, è riuscito a rappresentare lo stupore infantile davanti a un mondo meraviglioso ma illusorio. La delicata palette di colori, che comprende toni rosa e lilla con incursioni di menta, si fonde perfettamente ad abiti dai tessuti leggerissimi e diversi, come lo chiffon o il raso di seta, decorati da pizzi, sangalli, ricami e stampe smorzati da finissime frange. I capi sono caratterizzati da print digitali, da sempre key items del brand: romantiche rappresentazioni sottomarine, elaborate attraverso la freddezza logica del computer.

I temi dell’evoluzione, del cambiamento e della crescita verso un mondo adulto, che contraddistinguono la linea, vengono sviluppati grazie al racconto dell’emersione di un’anima da un universo sommerso, il medesimo percorso intrapreso da tutte le donne che lottano per liberarsi dai classici stereotipi femminili.

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