Prabal Gurung

Alice Signori
13 settembre 2015

Prabal Gurung apre a New York la sfilata della collezione primavera-estate 2016 con il canto di monaci nepalesi. È il tributo dello stilista al Nepal e la dimostrazione del suo impegno per aiutare la ricostruzione di Katmandu, sua città natale, dopo il terremoto dello scorso aprile.
Ed è proprio a questo paese che la collezione si ispira: stile leggermente etnico senza essere barocco (soprattutto nella paillette calda, con prevalenza di color zafferano, arancione e rosa), ma soprattutto nello stile meditativo. È meditazione l’uso dello chiffon, le stoffe leggere, il voile e tutti quei materiali che sui vestiti creano leggerezza ed impalpabilità. I volumi fasciano i corpi e vi aderiscono, riuscendo però a risultare delicati, come creati sul corpo della donna. Si riconferma quindi lo stile pulito e semplice che da qualche stagione contraddistingue il designer. Da non perdere il vestitino bianco con decori simil-taglio laser (in realtà realizzati rigorosamente a mano) e il completo composto da una gonna jaquard gialla e un ampio top dal delicato scollo a barca sul decolté.
È un’introspezione che sa essere spensierata e felice: è l’interpretazione su passerella del pensiero dei monaci nepalesi, di cui Prabal si è eletto portavoce.

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