Prada

Alberto Corrado
25 febbraio 2016

Remixing grafico barocco, guardando a mondi apparentemente in contrasto. Sintetizzati nel laboratorio creativo a firma Prada. Sartoriale e urbano. Tradizione e futuro. Sportivo e dressy. Un clash continuo di mondi che collidono. Miuccia Prada porta nell’agorà di OMA/AMO, illuminata da luci rosso scuro come quelle delle vecchie camere oscure, il suo personalissimo stile. Quello che ormai è uno statement preciso di casa Prada. Riconosciuto e applaudito. Abiti dalla silhouette perfetta, dalle stampe a ibisco e fiori, cappotti oversize con inserti di pelliccia, calze-leggings nei toni del grigio con quadri, trench sportivo, mini dress come tele di un quadro che riprendono i 12 mesi del calendario della Rivoluzione Francese, una sorta di almanacco di santi laici che trasforma i mesi in divinità e la loro realtà in segno, colore e simbolo. Ma l’attenzione è tutta sui dettagli sartoriali e sugli accessori. Sono moltissimi i look con le cinture corsetto, gli stivali altissimi con i lacci, le pedule da montagna, i guanti lunghissimi, le borse Pionnière e Cahier che saranno da subito disponibili nei negozi Prada di Milano, Parigi, Londra e New York. Accurata la scelta della palette, come se avesse chiamato Andy Warhol a fare un’incursione nella sua fantasia, e gli avesse chiesto di fagocitare e di rendere pop il suo pensiero. Una visione precisa di una collezione pronta a tracciare una stratificazione di diverse personalità, di diversi momenti, dove l’eleganza è quella “di come ti svegli alla mattina e invece di vestirti, ti metti addosso tutti i pezzi di chi sei, di chi sei stata, di chi sogni di essere”.

  • Prada RTW Fall 2016
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